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SANT’ANTONIO ABATE

 

L’eremo di Niasca è dedicato a lui

 

 

Sant’Antonio Abate nel portale dell’eremo di Niasca

 

Antonio Abate (detto anche “il Grande”) è il santo a cui è intitolato l’eremo di Niasca, sito nei dintorni della Cervara, dove nel 1318 tre uomini decidono di vivere dedicando la propria vita al servizio di Dio.

La vita di Antonio si colloca in Egitto nel III secolo ed è tale da farlo considerare il padre del monachesimo a cui si accosta ventenne, vivendo da eremita tra preghiera e lettura delle scritture vicino al villaggio di origine.

Spesso il demonio visita con varie tentazioni Antonio che nel 285, ormai trentacinquenne, si trasferisce tra le montagne del Pispir (nella zona del Mar Rosso) per vivere in totale solitudine. La fama dell’eremita è tale da portarlo a dirigere due monasteri abitati da suoi seguaci.

Nel 311, sotto la persecuzione di Massimino, il santo si sposta ad Alessandria per sostenere quanti professano la fede cristiana, in seguito si trasferisce nella Tebaide orientale (alto Egitto). La morte di Antonio avviene nel 356, presso una montagna a trenta miglia dal Nilo dove trascorre gli ultimi anni, precisamente il 17 gennaio, giorno in cui ancora viene ricordato.

 

 

Nota Bibliografica

AA. VV. Bibliotheca Sanctorum, Roma, Istituto Giovanni XXIII della Pontificia università lateranense, 1962

 

 

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