Allegato C – Atto 14 aprile 1885

 

ALLEGATO C - ATTO 14 APRILE 1885

 

 

 

 

 

C. Alligato al numero 3312 del Repertorio

Pio Istituto

delle Dame di Misericordia in Genova

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Modificazioni alla deliberazione 30 agosto 1884 circa il modo di riscossione del prezzo d’alienazione del locale del Conservatorio delle Addolorate all’Asilo Infantile Tollot

L’anno milleottocentottantaquattro questo giorno di lunedì dieci del mese di novembre in Genova, l’Amministrazione del Pio Istituto delle Dame di Misericordia legittimamente rappresentata dagli infrascritti suoi membri nelle persone delle Illustrissime Signore:

Nobile Fanny Tini Vedova Polleri e Ghiglini - Priora

Marchesa Anna Cambiaso Vedova Soldati - Vice-Priora

Signora Carolina Bruzzo nata Ronco

Marchesa Angela Centurione nata De Buttet

Marchesa Barbara Pareto nata Rovereto

Contessa Luisa Della Torre nata De Franchi

Signora Emilia Risso nata Codevilla

Coll’assistenza dell’infrascritto segretario

Mancante l’Illustrissima Signora Marchesa Isabella Gavotti vedova Lamba Doria perché assente da Genova.

Si dà comunicazione:

1mo di una deliberazione della Deputazione Provinciale dell’11 settembre prossimo passato portante approvazione a questo Pio Istituto di alienare all’Amministrazione dell’Asilo Infantile Tollot il fabbricato in Via San Vincenzo numero 53, ove attualmente risiede il Conservatorio-Addolorate, per il prezzo di Lire italiane centottantamila, salva l’autorizzazione sovrana in senso della legge 5 giugno 1850 per ciò che riguarda l’acquisto dell’Opera Pia Della Casa del fabbricato ed annessovi terreno dalla stessa posseduto nella Frazione Suburbana di Boccadasse per il prezzo di Lire Italiane Sessantamila, ove stabilirvi la sede del Conservatorio suddetto.

2do di un deliberato della Commissione Amministrativa del predetto Asilo Infantile Tollot in data 24 ottobre ultimo scorso, dal quale risulterebbe che la medesima, tenendo già disponibile il suddetto prezzo di Lire Italiane centottantamila pel locale suindicato acquistando, non intenderebbe perciò di sopportare la spesa per l’iscrizione legale a garanzia delle Lire 100/mila residuo di detto prezzo, che resterebbe presso di sé fino all’epoca della consegna del locale medesimo; come pure di limitare l’interesse per detta somma a quello che le verrebbe corrisposto dall’istituto di credito presso cui sarebbe la stessa provvisoriamente impiegata.

Dopo ciò il Consiglio delle Dame:

ritenuto che non potrebbesi, per vero dire, disconoscere l’attendibilità delle ragioni emesse dalla sullodata Amministrazione Tollot in quanto ché essa è pronta allo sborso dello intero prezzo d’acquisto dello stabile in discorso, mentre questo Pio Istituto non trovasi in grado di poter bene fare la consegna che fra parecchi mesi, attesi i lavori indispensabili di provvisorio adattamento al suddetto locale Della Casa da acquistarsi;

ritenuto la ragionevolezza del richiesto interesse del 5% sulla prima rata del suddetto prezzo di Lire 80/mila qualora quell’Istituto non si trovasse per anco in grado, trascorsi tre mesi dalla stipulazione dell’atto, di immettere in possesso del locale delle Addolorate l’Amministrazione dell’Asilo Tollot, come pure di percepire soltanto quel tasso sulla seconda rata di Lire 100/mila che le sarà corrisposto da quell’Istituto di credito ad essa più bene viso pel tempo che ivi rimarrà disponibile, cioè fino all’effettiva consegna dello stabile alienando; delibera all’unanimità:

1mo di accendere a proprie spese l’ipoteca legale pel residuo prezzo di Lire 100/mila dello stabile suindicato;

2do di accettare quell’interesse che per suddetta somma verrà corrisposto dall’istituto di credito presso cui sarà provvisoriamente impiegato;

3zo di corrispondere all’Istituto Tollot l’interesse del 5% sull’acconto di Lire 80/mila qualora, trascorso il termine di tre mesi dalla stipulazione dell’atto di alienazione, non fosse ancora possibile il fare al medesimo la consegna dello stabile in Via San Vincenzo numero 53;

4to di comunicare all’Amministrazione dell’Asilo Infantile Tollot la presente deliberazione ad opportuno suo governo e rassegnarla quindi all’Onorevolissima Deputazione Provinciale in appendice alla precedente del 30 precorso agosto, con preghiera di voler sollecitare il corso definitivo della pratica, onde l’Istituto possa al più presto possibile corrispondere ai desideri dell’Amministrazione Tollot per la vendita dello stabile in discorso mediante il conseguente acquisto di quello Della Casa in Boccadasse, ove traslocarvi le Penitenti del Conservatorio Addolorate.

Firmate all’originale

Fanny Tini Vedova Polleri Ghiglini

Anna Cambiaso Vedova Soldati

Carolina Bruzzo nata Ronco

Angela Centurione nata De Buttet

Barbara Pareto nata Rovereto

Luisa Della Torre nata De Franchi

Emilia Risso nata Codevilla

G.B. Eugenio Burlando Segretario

Per copia conforme all’originale esistente nel Registro delle deliberazioni munito di competente bollo.

Il Segretario

G.B. Eugenio Burlando

Allegato B – Atto 14 aprile 1885

 

ALLEGATO B - ATTO 14 APRILE 1885

 

 

 

 

B. Alligato al numero 3312 del Repertorio

Deputazione Provinciale di Genova

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Esercizio dell’Autorità Tutoria

Estratto dal processo verbale dell’Adunanza dell’11 settembre 1884 numero 1146

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La Deputazione Provinciale

vista la deliberazione 30 agosto ultimo scorso con cui l’Amministrazione del Pio Istituto delle Dame di Misericordia in Genova ha stabilito:

1° di vendere all’Amministrazione dell’Asilo Infantile Tollot il fabbricato in Via San Vincenzo numero 53 di questa città, ove attualmente trovasi il Conservatorio delle Addolorate per il prezzo di Lire 180 mila;

2° di acquistare dall’Opera Pia Della Casa il fabbricato e terreno che questa possiede nella località Boccadasse per il prezzo di Lire 60 mila, onde collocarsi la sede di detto Conservatorio, chiedendo fin d’ora l’autorizzazione di far eseguire col metodo della trattativa privata le opere ravvisate necessarie all’adattamento di questo fabbricato calcolato in Lire 14.600;

3° di lasciare a mani dell’Asilo Tollot, dedotto il costo dello stabile e delle spese

di adattamento di cui al precedente numero, la restante somma di Lire 100 mila circa, contro ipoteca e la corresponsione d’un equo interesse;

visti gli atti e perizie relativi a tale affare da’ quali apparisce il valore che hanno gli stabili da vendersi e da acquistarsi, nonché la libertà di questi da vincoli ipotecari;

delibera di approvare la deliberazione 30 agosto 1884 summenzionata dell’Istituto delle Dame di Misericordia di Genova conchè le altre Amministrazioni interessate, cioè quelle dell’Asilo Infantile Tollot e dell’Opera Pia Della Casa chieggono e1 le richieste autorizzazioni per contrattare gli acquisti e le vendite di cui si tratta, salva sempre l’osservanza della legge 5 giugno 1850.

Il Prefetto Presidente firmato Ramognini

Il Deputato Anziano firmato Rossi

Il Segretario firmato Reggio

Per copia conforme all’originale

Il Segretario G. Reggio

 

1Segue una parola di difficile lettura.

Allegato A – Atto 14 aprile 1885

 

ALLEGATO A - ATTO 14 APRILE 1885

 

A Alligato al numero 3312 del Repertorio

 

Pio Istituto

delle

Dame di Misericordia

in Genova

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Deliberazione in data 30 agosto 1884

portante

alienazione del locale in Via San Vincenzo di proprietà del Conservatorio -Addolorate all’Asilo Infantile Tollot

e

acquisto di stabile dall’Opera Pia Della Casa in Boccadasse per collocarvi le ricoverate del suddetto Conservatorio

Pio Istituto delle Dame di Misericordia

in Genova

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Alienazione del locale del Conservatorio delle Addolorate in Via San Vincenzo civico numero 53 alla onorevolissima Commissione Amministrativa dell’Asilo Infantile Tollot

e

acquisto dello stabile di proprietà dell’Opera Pia Della Casa, sito nella Frazione di Boccadasse, per collocarvi le Penitenti del Conservatorio suddetto.

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L’anno milleottocentottantaquattro questo giorno di sabato trenta del mese di agosto in Genova, l’Amministrazione del Pio Istituto delle Dame di Misericordia, legittimamente rappresentate dagli infrascritti suoi membri nelle persone delle Illustrissime Signore:

Nobile Fanny Tini vedova Polleri e Ghiglini - Priora

Marchesa Anna Cambiaso vedova Soldati - Vice Priora

Signora Carolina Bruzzo nata Ronco

Marchesa Angela Centurione nata De Buttet

Marchesa Barbara Pareto nata Rovereto

Contessa Luisa Della Torre nata De Franchi

Signora Emilia Risso nata Codevilla

E così in legittimo numero colla assistenza dell’infrascritto Segretario.

Vacante una sede per le dimissione1 recentemente sporte ed accettate dall’Illustrissima Signora Marchesa Rosa Sertorio nata Gentile.

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La Signora Priora, riassumendo le precedenti deliberazioni di massima prese dalle Signore Dame, la prima il 5 febbraio del corrente anno relativamente all’alienazione del locale ora occupato dal Conservatorio delle Addolorate sito in Via San Vincenzo al civico numero 53, amministrato da questo Pio Istituto, alla Onorevolissima Commissione Amministrativa dell’Asilo Infantile Tollot per l’offerta prezzo di Lire 180/mila, la seconda il 23 luglio precorso riguardante lo acquisto dello stabile situato nella Frazione Suburbana di Boccadasse di proprietà dell’Opera Pia Della Casa, ove convenientemente ricollocare quelle Penitenti, fa presente alle Signore adunate che, al fine di non perdere l’occasione che si presenta favorevole di vendita del vecchio locale suddetto alla prefata Amministrazione Tollot, ed eziandio onde corrispondere alle sollecitazioni della stessa onde porla in grado di aprire il più presto possibile detto Asilo a maggior vantaggio di questa popolazione, ravviserebbe della massima urgenza un decisivo provvedimento, invitandole quindi ad emettere in proposito le definitive loro deliberazioni.

Il Consiglio delle Dame

dopo seria e prolungata discussione intorno a questa duplice ed importantissima pratica, considerando che l’alienazione del locale delle Addolorate è un correlativo indispensabile dell’acquisto di altro più addatto2 e corrispondente allo scopo di quella comunità, stabiliscono essere quindi urgente trattare e sottoporre contemporaneamente i due progetti all’approvazione dell’autorità competente.

In primo luogo riguardo della vendita del locale del Conservatorio Addolorate, presa ad esame la perizia cui la Signora Priora e la Signora Carolina Bruzzo, specialmente delegate per questa pratica, avrebbero ravvisato opportuno di far procedere dall’Ingegnere Signor Enrico Bielati per riconoscere se l’offerto prezzo fosse veramente quello del quale in comune commercio potesse lo stabile in esame essere suscettibile, dalla quale risulterebbe che, per le considerazioni ivi ampiamente svolte basandosi eziandio sui prezzi praticati per le altre aree fabbricabili latistanti e nella medesima condizione, si verrebbe a dimostrare che il prezzo attribuito a detto stabile, compresavi la mezz’oncia di acqua della Scrivia da cui è servito di sua proprietà, sarebbe di Lire 185.250, concludendo in conseguenza che, avuto specialmente riguardo alla sua poca commerciabilità perché non addattabile3 ad altri usi ed alla difficoltà d’incontrare migliore occasione di vendita, l’offerta di Lire 180/mila sarebbe equa ed accettabile.

Ritenuto altresì e più specialmente che, attesa l’importanza che la località ove attualmente risiede il Conservatorio suddetto ebbe ad acquistare sia per la sortavi vicina Stazione Ferroviaria Orientale sia per l’apertura della contigua nuova Via Vincenzo Ricci (tacendo per ora di quella prossima ad aprirsi che fiancheggia il fabbricato dal lato nord, la quale deve unire la predetta alla parallela Via Galata) e quindi la erezione dei molti altissimi fabbricati, il suddetto conservatorio rimase rinserrato in modo da renderlo oramai tale che assolutamente più non risponderebbe all’uso speciale cui è destinato, tanto dal lato dell’igiene quanto per quella tranquillità e riserbatezza che ben si conviene ad un ricovero di penitenti, per cui già è tempo il traslocarle in più conveniente località ebbe a riconoscersi di imprescindibile necessità.

Passando quindi all’acquisto dello stabile Della Casa ed esaminata altresì la perizia fatta eseguire dall’Ingegnere Signor Gerolamo Patrone, risulterebbe che detto stabile, situato nella Frazione Suburbana di Boccadasse tra la Via Panigalli e quella nuova che mette alla Frazione suddetta, si compone di un palazzo o vasto caseggiato a tre grandi piani, compreso il terraneo, non che di una grande villa dell’estensione di metri quadrati 10.250 circa, in un sol corpo, totalmente clausurata, ed in istato di buona coltivazione; che il valore in comune commercio attribuibile all’immobile sud descritto, desumendolo dalla media tra i due valori intrinseco od assoluto e quello estrinseco o relativo, sarebbe di Lire Italiane 57.000.

Ritenuto per altro che detto valore sarebbe di ben poco inferiore al prezzo richiesto dalla Opera Pia Della Casa in Lire 60.000, al quale la stessa interpellata si sarebbe assolutamente rifiutata di fare riduzione di sorta; e che, avuto riguardo alla addattabilità4, alla postazione ed al buon stato locativo di esso stabile, si potrebbe fare l’aumento della lieve differenza.

Vista inoltre altra relazione del prelodato Signor Ingegnere Patrone dalla quale risulterebbe che, per quanto allo stato attuale il predetto stabile Della Casa sia alquanto ristretto per l’uso cui vorrebbesi destinare, pur tuttavia, con qualche aggiunta, potrebbe rendersi addatto3 allo scopo.

Che circa i lavori più urgenti di addattamenti5, onde potervi provvisoriamente installare le Penitenti del Conservatorio delle Addolorate, consisterebbero pel momento nella fabbricazione di una nuova casa colonica al fine di liberare una parte del piano terreno del caseggiato, oggigiorno occupata dal colono, e ridurre la medesima agli usi indispensabili della comunità, nonché chiudere da muro una parte del terreno latistante al fabbricato per servire di ricreazione eccetera eccetera delle ricoverate; la somma a tal’uopo prevista ascenderebbe a Lire Italiane 14.600.

Ritenuto che fra i molti stabili visitati e fatti visitare non havvine alcuno il quale presenti quella vastità in suoi membri da poter essere ridotti a dormitori, laboratori, cappella eccetera e tutti gli altri grandi locali indispensabili ad una comunità così numerosa e della fattispecie, e che a tutti più o meno occorrerebbero grandi aggiunte e lavori di rilievo per l’addattamento6 loro e quindi grave perdita di tempo per i più lunghi studi, i disegni e le perizie necessarie, non che gli incombenti per appalti ed il tempo per la loro esecuzione, ciocché l’imperiosità del caso non consente, avendo l’Amministrazione dell’Asilo Tollot fatte vive sollecitazioni per la consegna del vecchio locale del Conservatorio in Via San Vincenzo, all’acquisto del quale avrebbe dato formale impegno.

Visto il parere favorevole emesso dall’esimio consulente legale dell’Istituto Illustrissimo Signor Commendatore Professore Avvocato Gio Battista Rossi intorno alla regolarità dei documenti presentati dalla Opera Pia Della Casa per la legalità dello acquisto dello stabile in Boccadasse.

Ritenuto infine che, fatta ragione del prezzo a ricavarsi dalla vendita dell’attuale locale delle Addolorate in Lire Italiane 180.000 e la somma necessaria al nuovo acquisto del palazzo e villa dall’Opera Pia Della Casa, ivi comprese tutte le spese d’atto, trappasso, eccetera eccetera e degli addattamenti5 provvisori previsti nella relazione dell’Ingegner Patrone, comprendendovi pure gli onorari allo stesso devoluti e quelli all’Ingegnere Bielati per l’ingerenza ch’ebbero ed avranno in questa duplice pratica, quale somma si farebbe ascendere in complesso e per approssimazione a Lire 80.000 circa (salve le più esatte e dettagliate giustificazioni), di modo ché si avrebbe una rimanenza attiva di Lire 100/mila circa, la quale non dovrebbe rimanere infruttifera ma destinarsi a cauto e fruttifero impiego all’oggetto, e fino a tanto che non siano completati gli studi per presentare un definitivo progetto di addattamento6 del locale che si sta per acquistare, il quale, attesa la sua nuova destinazione, abbisognerebbe di cappella, di alloggio del direttore e di altri addittamenti7 indispensabili; quale spesa indubbiamente presenterebbe ancora con notevole risparmio sul prezzo di Lire 180.000, che si ricava dalla alienazione del vecchio locale.

Per le premesse considerazioni

Delibera

1°. Di vendere all’Onorevolissima Commissione Amministrativa dell’Asilo Infantile Tollot in Genova il locale del Conservatorio Addolorate e sue dipendenze, sito in questa città Via San Vincenzo numero 53, e la mezz’oncia d’acqua dell’acquedotto Nicolay, da cui è servito ed è proprietario, per l’offerto prezzo di Lire Italiane centottantamila, franco da ogni e qualunque spesa dipendente da detta vendita, non comprendendovi in detta alienazione gli oggetti infra specificati, i quali verranno quindi asportati, e sono:

(a) altare completo in marmo esistente nella cappella;

(b) comunichino pure in marmo nella cappella;

(c) vaschetta pure in marmo nella sacrestia;

(d) altra vasca più grande in marmo nel refettorio;

(e) fornelli a Ronford8 in ghisa esistenti in cucina e corrispondenti alle caldaie del Conservatorio.

2do. Di acquistare dall’Opera Pia Della Casa lo stabile nella Frazione Suburbana di Boccadasse tra la Via Panigalli e quella nuova che mette a suddetta frazione, composto di grande caseggiato a tre piani, con annessi metri quadrati 10.250 di terreno coltivo, tra quei veri e dettagliati confini risultanti dalla relazione di perizia giurata dell’Ingegnere Signor Gerolamo Patrone, per la richiesta somma di Lire Italiane sessantamila accollandosi le relative spese.

3zo. Di rassegnare all’Illustrissimo Signor Prefetto Presidente dell’Onorevolissima Deputazione Provinciale la presente deliberazione concernente il doppio progetto di alienazione ed acquisto degli stabili di cui nei precedenti due numeri, affinché ne promuova dalle autorità competenti la necessaria approvazione.

4to. Di chiedere fin d’ora alla prelodata Onorevolissima Deputazione Provinciale (non si tosto sia emanato il Decreto Sovrano per l’acquisto dello stabile Dellacasa) l’autorizzazione di far eseguire a trattativa o licitazione privata i lavori di provvisorio addattamento6 in base ai prezzi di stima portati dalla perizia Patrone, ascendenti complessivamente a Lire Italiane quattordicimilaseicento, onde poter scegliere persona di maggior confidenza dell’Amministrazione, e così ottenere la più pronta e perfetta esecuzione dei lavori, di evitare per tal modo i lunghi e dilatori incombenti di un pubblico appalto, approfittando dell’attuale ancora propizia stagione, al fine di collocare il più sollecitamente possibile le Ricoverate del Conservatorio-Addolorate e fare la consegna del locale, ora da esse occupato, all’Amministrazione Tollot.

5to. Di lasciare le sopravanzanti Lire Italiane 100.000 circa a mani dell’Amministrazione dell’Asilo Tollot mediante un corrispondente interesse, colla garanzia dell’ipoteca legale sul fondo venduto fino al giorno del finale pagamento, onde tenere a disposizione la somma necessaria per la completazione del nuovo locale in Boccadasse, riserbandosi di presentare all’autorità superiore un progetto di definitivo impiego cauto e fruttifero di quella somma che potrà sopravanzare all’uso cui è destinata.

6to. Di delegare la Signora Nobile Fanny Tini vedova Polleri e Ghiglini, Priora di questo Pio Istituto, in solidum alla Illustrissima Signora Carolina Bruzzo nata Ronco, Deputata agli stabili, per stipulare colle prefate Amministrazioni tutti quegli atti preliminari e definitivi di quietanza e pagamento, e procedere a tutti gli incombenti necessari per la plenaria esecuzione della presente deliberazione.

Firmate all’originale

Fanny Tini Vedova Polleri Ghiglini.

Anna Cambiaso Vedova Soldati.

Carolina Bruzzo nata Ronco.

Angela Centurione nata De Buttet.

Barbara Pareto nata Rovereto

Luisa Della Torre nata De’ Franchi

Emilia Risso nata Codevilla

G.B. Eugenio Burlando Segretario.

Per copia conforme ad uso amministrativo

Il Segretario

G.B. Eugenio Burlando

 

 

 

1 dimissione: così nel testo per dimissioni       2 addatto: così nel testo.     3 addattabile: così nel testo.       4 addattabilità: così nel testo.      5 addattamenti: così nel testo.   6 addattamento: così nel testo.     7 addittamenti: così nel testo.     8 Ronford: così nel testo per Rumford

Atto 12 maggio 1886

 

L’Asilo Tollot trova casa

ATTO 12 MAGGIO 1886

 

 

1886, maggio 12, Genova

 

Il Municipio di Genova vende al prezzo di lire cinquantamila tutto il fabbricato denominato Santo Spirito, posto in Genova nella via a Porta Romana, alla Amministrazione dell’Asilo Infantile Tollot.

 

ARCHIVIO DI STATO DI GENOVA, Notai Terza Sezione, 1891

 

N. 3969 del Repertorio Notarile numero progressivo 78

12 maggio 1886

Vendita che fa il Municipio di Genova, alla Amministrazione dello Asilo Infantile Tollot, mediante il corrispettivo di Lire cinquantamila, e relative stipulazioni come in atti.

Regnando Sua Maestà Umberto Primo per la grazia di Dio e volontà della Nazione Re d’Italia.

L’anno milleottocentoottantasei questo giorno di mercoledì dodici del mese di maggio alla mattina nel Palazzo Municipale in Genova.

Avanti di me Gio. Gaetano Gambaro notaro del collegio di Genova residente in questa città, ascritto presso questo Consiglio Notarile in presenza dei Signori Gallo Pietro di Gio. Battista e Cresta Giulio di Francesco, impiegati, nati, domiciliati e residenti a Genova, testimoni richiesti, noti ed idonei e personalmente costituiti.

L’Illustrissimo Signor Cavaliere Andrea Sanguineti del fu Domenico, nato, domiciliato e residente in Genova, proprietario, Assessore Municipale del Municipio di Genova, fungente per il Sindaco, a me Notaro cognito.

Il quale, spontaneamente in detta sua qualità, vende sotto tutte le garanzie di legge, alla Amministrazione dello Asilo Infantile Tollot, accettante per detta Amministrazione, l’Illustrissimo Signor Commendatore Marchese Giovanni Ricci del fu Marchese Gerolamo, Senatore del Regno, nato, domiciliato e residente in Genova, nella sua qualità di Presidente della Commissione Amministrativa dell’Asilo infantile Tollot – pure a me Notaro cognito, tutto il fabbricato denominato Santo Spirito, posto in Genova nella via a Porta Romana distinto col numero1 con piazzetta clausurata davanti all’ingresso, confinante a levante colla casa di proprietà Moresco e colla villa già del Conservatorio delle Penitenti ora proprietà dell’Asilo Tullot2, a tramontana col giardino, a ponente colla casa e vuoto del Signor Domenico Sciaccaluga, a mezzogiorno colla strada, e sì e come attualmente si trova, con tutte le ragioni e diritti inerenti – salvi migliori confini od indicazioni il cui errore non porti vizio.

Alla cessione e vendita di detto fabbricato e suoi accessorii a favore della prefata amministrazione dell’Asilo Infantile Tullot2 in Genova, si addiviene da parte del Municipio a seguito delle passate convenzioni al riguardo siccome risulta dalle deliberazioni del Consiglio Municipale in data Cinque Marzo ultimo scorso, approvate dalla Deputazione Provinciale in sua adunanza del primo Aprile scorso, alle quali si abbia il condegno rapporto.

Il corrispettivo della cessione e vendita fatta dal Municipio a favore dell’Asilo Infantile Tullot2, coi relativi accessorii, ragioni e diritti, e stabilito a sensi delle accennate deliberazioni nella somma di lire cinquantamila, quale somma dovrà essere pagata al Municipio di Genova in trentacinque annualità posticipate a decorrere da questo giorno, nella somma di lire duemilaottocento. Le rate annuali di Lire duemilaottocento saranno a concorrenza debita imputate ad una relativa ammortizzazione del prezzo di lire cinquantamila, e la differenza sarà imputata a soddisfacimento degli interessi sul detto capitale. Così concordasi approvata questa postilla.3

Quindi resta inteso che annualmente a cura e carico della lodata amministrazione sarà fatto pagamento della annua somma di lire duemilaottocento per trentacinque anni successivi nella civica Tesoreria, e mediante tali pagamenti, dopo i trentacinque anni rimane intieramente4 estinto il debito della amministrazione Tullot2 verso del Municipio per la vendita di cui sopra, tanto in capitale che in interessi.

L’Amministrazione Municipale dichiara il fabbricato di cui sopra e relativi accessorii franco e libero da qualsiasi gravame, vincolo od ipoteca, e promette in ogni modo di manlevare l’Amministrazione per qualsiasi caso di evizione o molestia in ogni miglior modo, trasmettendogliene la proprietà possesso e dominio sì e come al Municipio spetta, appartiene e pervenne con tutte le ragioni e diritti inerenti, nulla eccettuato o riservato, e coll’onere di pagarne le contribuzioni relative da questo giorno come di ragione.

Nella evenienza che, in corso di esecuzione di lavori nella proprietà venduta, si scoprissero o rinvenissero oggetti d’arte o storici che potessero trovarsi in qualsiasi parte dello stabile anzidetto, quali oggetti sarà in diritto la Civica Amministrazione di esportare senza che l’Amministrazione dell’Asilo Infantile Tullot2 possa pretendere indennità di sorta od affacciare diritto qualsiasi.

Le spese di questo atto e dipendenti dal medesimo sono a carico della Amministrazione dell’Asilo Infantile Tullot2.

E richiesto io Notaro ho ricevuto questo atto, da me scritto nelle prime sei facciate di due fogli e da me Notaro letto a chiara ed intelligibile voce in presenza di detti testimoni, i quali colle parti contraenti che dichiarano averne inteso il contenuto meco come segue si sottoscrivono.

L’efficacia del presente atto è subordinata alle prescritte autorizzazioni.

E pel registro alla tariffa.

Andrea Sanguineti

Giovanni Ricci

Pietro Gallo, testimone

Cresta Giulio, testimone

Gio’ Gaetano Gambaro, Notaro

 

1 Segue spazio bianco.        2 Tullot: così nel testo per Tollot     3 Le rate annuali di Lire duemilaottocento saranno a concorrenza debita imputate ad una relativa ammortizzazione del prezzo di lire cinquantamila, e la differenza sarà imputata a soddisfacimento degli interessi sul detto capitale. Così concordasi approvata questa postilla: aggiunto in calce con segno di richiamo.     4 intieramente: così nel testo.

Atto 14 aprile 1885

 

L’Asilo Tollot trova casa

 

 

 

ATTO 14 APRILE 1885

 

1885, aprile 14, Genova

Il Pio Istituto delle Illustrissime Dame di Misericordia vende all’Amministrazione dell’Asilo Tollot per il prezzo di lire 180.000 un locale sito a Genova in Via San Vincenzo 53 e, contestualmente, l’Amministrazione della Pia Opera Della Casa vende per il prezzo di lire 60.000 al Pio Istituto delle Dame di Misericordia un palazzo nella frazione genovese di Boccadasse, presso Via Panigalli.

 

ARCHIVIO DI STATO DI GENOVA, Notai Terza Sezione, 973

 

 

 

 

 

Vendita di fondo stabile

fatta dal Pio Istituto delle Illustrissime Dame di Misericordia all’Amministrazione dell’Asilo Infantile Tollot, per il prezzo di Lire 180.000, e

vendita di altro fondo

stabile fatta dall’Amministrazione della Pia Opera Della Casa al prelodato Pio Istituto delle Dame di Misericordia, per il prezzo di Lire 60.000.

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Regnando Sua Maestà

Umberto 1°

Per grazia di Dio e per volontà della Nazione

Re d’Italia

L’anno del Signore milleottocentoottantacinque questo giorno di martedì di quattordici del mese di aprile alle ore dieci antimeridiane in altro dei salotti dell’abitazione dell’infrascritta Signora Vedova Polleri e Ghiglini posta in Genova Via Balbi numero 4, Palazzo Balbi, avanti di me Gian Antonio Bardazza, regio notaro alla residenza di Genova, inscritto presso questo Consiglio Notarile ed in presenza degli infrascritti testimonii

personalmente costituiti

la Nobile Signora Fanny Tini fu Giulio, Vedova in prime nozze del Signor Francesco Polleri, ed in seconde del Commendatore Senatore del Regno Lorenzo Ghiglini, in unione alla Signora Carolina Ronco fu Francesco, consorte del Signor Avvocato e Professore Commendatore Giuseppe Bruzzo, nate e domiciliate in Genova, Priora la prima, e Vice Priora e Deputata agli stabili la seconda, del Consiglio d’Amministrazione delle Illustrissime Dame di Misericordia e rappresentanti il Pio Istituto delle Signore Dame di Misericordia, autorizzate a quanto infra dal prelodato Consiglio con due deliberazioni, una in data trenta agosto milleottocentoottantaquattro approvata dalla Deputazione Provinciale di questa città in seduta undici settembre milleottocentoottantaquattro, e l’altra in data dieci novembre milleottocentoottantaquattro approvata dalla sullodata Deputazione in seduta quattro successivo dicembre, autorizzate dal Regio Governo con Reale Decreto quindici gennaio mille ottocentoottantacinque;

il Marchese Giovanni Ricci fu Gerolamo, Senatore del Regno, proprietario, nato e domiciliato in Genova, nella sua qualità di Presidente della Commissione Amministrativa dell’Asilo Tollot, fondato in Genova dalla fu Marchesa Giuseppina Tollot-Lomellini col finale suo testamento olografo, depositato a me notaro alla data dieciotto novembre milleottocentoottantuno, registrato li ventitre stesso mese n° 6188, eretto in Ente Morale con Regio Decreto de cinque gennaio milleottocentoottantadue, ed in detta qualità il prefato Signor Marchese Giovanni Ricci, autorizzato alle cose infrascritte dalla Prefata Commissione con deliberazione ventiquattro ottobre milleottocentoottantaquattro approvata dalla Deputazione Provinciale di questa città con Decreto tredici novembre milleottocentoottantaquattro, ed autorizzata dal Regio Governo con Sovrano Decreto venticinque gennaio milleottocentoottantacinque;

ed il Cavaliere Avvocato Emanuele Ageno fu Antonio, proprietario, nato e domiciliato in Genova, nella sua qualità di coamministratore dell’Opera Pia Della Casa avente sede e domicilio legale in Genova, a tale qualità eletto dal pio fondatore Signor Tito Benedetto Cesare Della Casa coll’infracalendando di lui testamento, ed autorizzato a quanto segue dall’Amministrazione di essa Opera con deliberazione delli trentun luglio milleottocentoottantaquattro, approvata dalla Deputazione Provinciale di questa città in seduta nove ottobre milleottocentoottantaquattro.

I quali Signori comparenti da me conosciuti, nella rispettiva suindicata rappresentanza, valendosi delle ottenute autorizzazioni, hanno primieramente consegnato a me notaro i documenti constatanti le ottenute autorizzazioni, cioè

a) Deliberazione del Consiglio delle Dame di Misericordia 30 agosto 1884.

b) Decreto d’approvazione della Deputazione Provinciale 11 settembre 1884.

c) Deliberazione del Consiglio di dette Dame 10 novembre 1884.

d) Decreto d’approvazione della Deputazione provinciale 4 dicembre 1884.

e) Sovrano Decreto 15 gennaio 1885.

f) Deliberazione della Commissione Amministrativa dell’Asilo Tollot 24 ottobre 1884.

g) Decreto d’approvazione della Deputazione Provinciale 13 novembre 1884.

h) Altro Regio Decreto 25 gennaio 1885.

i) Deliberazione dell’Amministrazione dell’Opera Pia Della Casa 31 luglio 1884.

k) Decreto d’approvazione della Deputazione Provinciale 9 ottobre 1884.

 

E gli stessi, previa rinuncia alla loro lettura, mandano alligarsi al presente instrumento cui restano uniti sotto le lettere A, B, C, D, E, F, G, H, I, K, e quindi hanno proceduto e procedono alle convenzioni e stipulazioni seguenti.

Parte prima

La Nobile Signora Fanny Tini e l’Illustrissima Signora Carolina Ronco-Bruzzo in rappresentanza del Consiglio delle Dame (già Donne) di Misericordia, sotto tutte le garanzie di legge, vendono, cedono e trasferiscono all’Asilo Infantile Tollot di questa città, accettante per esso il Marchese Giovanni Ricci in detta sua rappresentanza, il locale olim Convento dei Reverendi Padri Somaschi detto di Santo Spirito situato in Genova Via San Vincenzo, Sestiere omonimo, al civico numero cinquantatre, inscritto in capo delle Signore Dame di Misericordia sul Registro dei possessori di fabbricati alla partita milleseicentoquaranta (1640) e portato ai numeri mappali duemilanovecentonovantuno e duemilanovecentonovantadue (2991 e 2992) e tremila (3000), costituente un isolato con cortili interni, confinante a ponente colla già chiesa di Santo Spirito di proprietà municipale e colla proprietà del Signor Lorenzo Bruzzo, a levante colla proprietà del Signor Marchese Bendinelli – Spinola e la Via Vincenzo Ricci, a tramontana col suolo municipale destinato a pubblica strada, ed a mezzogiorno colla proprietà dell’Avvocato Domenico Casella ed il predetto Signor Marchese Spinola, indicato sulla pianta planimetrica che i comparenti consegnano a me notaro per unirsi a quest’atto ed a cui viene alligata sotto la lettera L e distinto con tinta aranciata.

In tutto come detto locale presentemente è, nello stato in cui si trova, con tutti gli inerenti diritti, annessi, connessi e dipendenze, servitù attive e passive, colla mezza oncia d’acqua d’alta pressione dell’acquedotto Nicolay della quale è provvisto in piena proprietà e come dalle prelodate Illustrissime Dame è posseduto, nulla di detta loro proprietà eccettuato, senonché:

- l’altare completo in marmo esistente nella cappella formante parte di detto locale;

- il comunichino pure in marmo esistente nella cappella istessa;

- la vaschetta pure in marmo esistente nella sacristia;

- la vasca grande in marmo esistente nel refettorio;

- ed i fornelli a Rumford in ghisa esistenti in cucina e corrispondenti alle caldaie del Conservatorio.


Dichiarano le Signore rappresentanti il Consiglio delle Dame venditrici:

- che detto locale appartiene al prelodato Consiglio per assegnazione fattagliene in piena proprietà dal Governo della già Repubblica Ligure con atto undici maggio milleottocentocinque ricevuto dal notaro Agostino Garassino;

- che la mezz’oncia d’acqua d’alta pressione della quale è provvisto detto locale appartiene al Consiglio venditore per acquisto fattone con atto diecinove febbraio milleottocentosessantuno a rogito Domenico Cambiaso;

- che detto locale ed acqua sono liberi e franchi da qualunque peso, onere ed ipoteca, se si eccettuino i tributi verso lo Stato, la Provincia ed il Comune, ed il canone di annue Lire cinquanta verso la Società Nicolay, proprietaria dell’acquedotto da cui deriva l’acqua della quale è fornito detto locale;

- che sullo stabile suddetto pesano a puro titolo precario le concessioni del Consiglio venditore fatte colle debite autorizzazioni al Marchese Bendinelli Spinola con atti quindici luglio milleottocentocinquantasei a rogito Giuseppe Bernardo Picconi e cinque settembre milleottocentosettantotto a rogito Leonardo Ghersi, nonché quella al Municipio di Genova in data tredici novembre milleottocentosessantadue.

Questa vendita è fatta per il prezzo di Lire centoottantamila (180.000) in conto delle quali il Marchese Giovanni Ricci in detta rappresentanza per mezzo del suo Tesoriere Signor Cavaliere Nicolò Bacigalupo fu Stefano, nato e domiciliato in Genova, paga alle prelodate Nobili Signore Dame la somma di Lire cinquantamila (50.000) ed altre lire trentamila (30.000) come spontanea sua elargizione fatta a condizione che vengan sempre ed in ogni tempo ad osservarsi da chiunque e scrupolosamente seguire tutte le disposizioni testamentarie della benemerita fondatrice, le quali si riferiscono e statuiscono tanto in ordine all’impianto del nuovo Asilo, quanto alla speciale sua Amministrazione1, le versa egli stesso quali due partite costituenti quella di lire ottantamila (80.000) vengono d’ordine delle comparenti Signore Dame pel concorrente di lire ventimila (20.000) ritirate dall’Illustrissimo Signor Marchese Cavaliere Gaetano Cambiaso fu Gio Battista, Tesoriere Onorario del prefato Istituto da loro rappresentato, in valute legali, previa numerazione fattane alla presenza di me notaro e testimoni, e pel concorrente di lire sessantamila (60.000) lasciate sul tavolo per eseguirne l’impiego di cui infra, ed accettando l’integrale somma suddetta di lire (80,000) ottantamila in conto del prezzo del locale venduto ne fanno al Signor Marchese Ricci, quale amministratore come sopra, piena fine e quitanza.

E le residue lire centomila (100.000) il Marchese Ricci in detta qualità promette e si obbliga pagarle al Pio Istituto venditore od a persona per esso legittima nel termine di mesi tre da oggi decorrendi, corrispondendo nel frattempo e fino ad effettuato pagamento quell’interesse che verrà corrisposto dall’Istituto di Credito presso cui sarà la detta somma provvisoriamente depositata.

A garantire il pagamento di detto residuo prezzo si intende rimanere affetto ad ipoteca legale lo stabile come sopra venduto e tanto in principale che in accessorii.

Il Consiglio delle prelodate Dame in persona delle comparenti Signore Vedova Ghiglini e Carolina Bruzzo, si obbliga fare la consegna dello stabile venduto entro mesi tre dalla data d’oggi, con dichiarazione e patto espresso che se entro detto termine non venisse fatta la materiale consegna dello stabile venduto, il Consiglio delle Dame venditore dovrà corrispondere all’Asilo Tollot l’interesse in ragione di cinque per cento l’anno sulle lire ottantamila come sopra incassate a far capo dallo spirare dei tre mesi come sopra concessi per la consegna del locale in Via San Vincenzo.

Confessa il Signor Marchese Giovanni Ricci che dalle venditrici lui furono consegnate le copie autentiche dei sucalendati atti rogati Garassino, Picconi, Ghersi e Tiscornia nonché altri titoli relativi alla proprietà venduta a sua libertà.

Parte seconda

Il Cavaliere Avvocato Emanuele Ageno, in rappresentanza dell’Amministrazione dell’Opera Pia Della Casa, sotto le garanzie di legge vende al Consiglio delle Dame di Misericordia, accettanti per esso le comparenti Nobile Signora Fanny Tini, Priora, e Carolina Ronco, Vice-Priora e deputata agli stabili, un corpo di beni situato nella Frazione suburbana di Genova Regione Boccadasse, fra la Via Panigalli e quella nuova che mette alla Frazione suddetta, composto di un palazzo o vasto caseggiato a tre grandi piani, compreso il terraneo, nonché di una grande villa dell’estensione di circa metri quadrati diecimiladuecentocinquanta (10.250), totalmente clausorato, confinato da levante con la nuova strada che mette alla Frazione di Boccadasse, da ponente con la Via Panigalli, da mezzogiorno con la Signora Nina Boasi e da tramontana con la proprietà del Barone Andrea Podestà, portato sul Cadastro del già Comune di San Francesco d’Albaro ai numeri di mappa 1059, 1058, 1057, 1056, 1055, 1052, 1054, 1053, 535, 538, 539, Sezione C, delineato in color roseo nella pianta planimetrica che i comparenti consegnano a me notaro per avere ammessa al presente come allegato sotto la lettera M.

A pura abbondanza si dichiara esclusa dalla presente vendita la frazione di detto stabile che nella pianta suddetta vedesi delineata in bianco e posta a levante della nuova strada di Boccadasse.

Dichiara il Signor Avvocato Ageno che lo stabile come sopra venduto forma parte dei beni dimessi in eredità dal fu Signor Bartolomeo Della Casa quondam Benedetto a cui erano intestati fino dall’anno millesettecentonovantotto, epoca in cui fu formato il Cadastro del già Comune di San Francesco d’Albaro, ed in forza del di lui finale testamento tre marzo milleottocentoquarantadue ricevuto dal Notaro Gio. Francesco Sigimbosco, trapassato nel di lui figlio Tito Benedetto vulgo Cesare Della Casa e da questo in vigore del finale suo testamento otto maggio milleottocentosettantacinque, ricevuto dal notaro Carlo Castelli trapassato nella Pia Opera venditrice e che lo stesso è libero e franco da qualunque debito, onere ed ipoteca, eccettuatene le pubbliche imposte, e come tale lo garantisce, come anche dalle pretese dei conduttori per miglioramenti.

Questa vendita è fatta ed accettata pel prezzo di Lire sessantamila (60.000) che le prefate comparenti Signore Dame, valendosi del denaro come sopra lasciato sul tavolo, pagano e sborsano al Signor Avvocato Ageno, in detta qualità, il quale le passa al Signor Tesoriere di detta Pia Opera Signor Antonio Barabino del vivo Gio Batta, nato e domiciliato in Genova, e questi previa numerazione le tira a sé alla presenza di me notaro e testimonii, facendone il Signor Avvocato Ageno piena fine e quietanza al Consiglio delle Dame di Misericordia, accettanti per esse le Signore Dame comparenti Nobile Fanny Tini e Carolina Bruzzo.

Dichiara l’Avvocato Ageno che la Villa compresa nella vendita è locata ad Emanuele e Francesco fratelli Cravero per anni sei, scadenti il ventinove settembre milleottocentoottantacinque, per l’annuo fitto di Lire Ottocento (800), come dalla privata scrittura ventun giugno milleottocentosettantanove   registrata il ventitre luglio successivo registro 122 n° 4331 col pagamento di Lire 1560. Il palazzo fu locato al Signor Angelo Caviglia pel fitto di annue Lire milleduecentocinque (1205) per anni quattro come da verbale di licitazione per affitto del trentun marzo milleottocentoottantuno, registrato il cinque aprile successivo registro 129 n° 1872 col pagamento di Lire 20,40.

L’Opera Pia Della Casa esigerà il fitto del palazzo e ne pagherà le tasse a tutto il trentun marzo mille ottocentoottantacinque, e per quanto concerne la villa sino a questo giorno.

                                                                  Parte terza

In conseguenza delle stipulazioni che precedono, salva la riserva fatta dalle Signore Dame comparenti, ciascuna delle parti acquisitrici potrà, cioè le Signore Dame di Misericordia da questo giorno e l’Amministrazione dell’Asilo Tollot dal giorno in cui spireranno i mesi tre riservati pella consegna, godere, fare e disporre dei beni rispettivamente acquistati col carico di sopportarne dalle date medesime le relative pubbliche imposte, all’effetto di che ciascuna delle parti venditrici mette e surroga la parte acquisitrice nei rispettivi diritti di proprietà e possesso colle più ampie clausole abdicative e traslative nella miglior forma di ragione.

Per ultimo le spese occorrenti per il presente instrumento si dichiarano a carico, cioè quelle riflettenti la vendita fatta dalle Signore Dame di Misericordia a carico2 dell’Amministrazione dell’Asilo Tollot; quelle relative all’ipoteca legale da inscriversi a carico dell’Asilo Tollot saranno sopportate dalle Signore Dame di Misericordia, a carico delle quali saranno pur quelle riflettenti la vendita loro fatta dalla Pia Opera Della Casa.

E richiesto io detto e sottoscritto notaro ho ricevuto quest’atto scritto da persona di mia fiducia in presenza delli Signori Gio Batta Eugenio Burlando fu Antonio, proprietario, e Giovanni Barabino fu Francesco, ragioniere, ambi nati e domiciliati in Genova, testimoni richiesti, noti ed idonei i quali assieme alli Signori comparenti ed a me notaro sottoscrivono come segue il presente instrumento stato da me letto a chiara voce ai comparenti medesimi in presenza di detti testimonii.

Quest’atto si contiene in quattro fogli bollati scritti in facciate sedici.

 

Fanny Tini vedova Polleri Ghiglini

Carolina Bruzzo nata Ronco

Giovanni Ricci

Avvocato Emanuele Ageno amministratore

Gaetano Cambiaso Tesoriere Onorario

Nicolò Bacigalupo Tesoriere

Antonio Barabino

Gio Batta Eugenio Burlando Testimone

Giovanni Barabino fu Francesco Testimone

Gian Antonio Bardazza Notaro

 

 

 

1 Fatta a condizione che vengan sempre ed in ogni tempo ad osservarsi da chiunque e scrupolosamente seguire tutte le disposizioni testamentarie della benemerita fondatrice, le quali si riferiscono e statuiscono tanto in ordine all’impianto del nuovo Asilo, quanto alla speciale sua amministrazione (Approvata questa postilla.): aggiunto in calce con segno di richiamo.         2 a carico: ripetuto due volte.

 

 

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